L’ASSUNZIONE DI MARIA, FESTA DI SPERANZA

La vita di Maria, come la sua assunzione, si capisce solo alla luce di Gesù.
Assunzione della Beata Vergine Maria – Anno B (15 agosto 2018) – LettureAp 11, 19a. 12, 1-6a. 10ab; 1 Cor 15, 20-27a; Lc 1, 39-56

Le letture della liturgia di questa solennità dell’assunzione di Maria ci propongono diversi temi che permettono di capire meglio il senso di questa festa. Si parla di compimento, ma anche di speranza e di attesa, di dolore e di gioia, di fuga e di paura, ma anche di vittoria e di forza, di cose della vita quotidiana e delle meraviglie di Dio. In un certo senso, nella persona e nella storia di Maria, ritroviamo tutti gli elementi che costituiscono non solo la storia della salvezza, ma anche la vita di ognuno di noi! Ma c’é anche qualcosa in più, che ci fa scoprire non solo il destino unico e straordinario di Maria, ma anche il nostro proprio destino.

L’Assunzione di Maria non è solo per Lei, ma ha anche un significato per noi.

Per scoprire questo significato più profondo, dobbiamo cambiare il nostro modo di giudicare e di valutare ciò che succede nel nostro mondo. Difatti, ciò che Maria ha vissuto, le sue gioie, le sue fatiche e le sue difficoltà, sono rimaste nascoste, come le nostre. Per i suoi contemporanei, Maria era una donna, una madre, come tutte le altre donne di Nazareth. Non c’era niente di particolare che faceva di Lei un personaggio straordinario, sopra la gente comune. Forse, si poteva dire che era molto servizievole, molto buona e attenta agli altri. Ma, in fondo, Maria faceva parte di questa maggioranza silenziosa che porta il peso delle fatiche e delle prove del mondo.

Ed è proprio in questa vita comune, senza rilievo, apparentemente banale, che Dio ha scelto di manifestare la sua salvezza. In un mondo in cui si cerca oggi sempre di più l’originalità e l’eccezionale, questo può sembrare troppo banale e troppo comune. Oggi, i nostri contemporanei sono attratti dalle cose e dalla persone fuori norma! Sembra che, per riuscire qualcosa nella vita, si debba cercare qualcosa di completamente diverso dal comune! Invece, per Dio, non è così. Al contrario, Dio non cerca la novità o l’eccezionale, ma sembra piuttosto accontentarsi di ciò che non esce dall’ordinario. Per rivelarsi a noi, Dio ha sempre scelto e sceglie ancora la semplicità e l’umiltà.

La grandezza e la gloria di Maria non vengono da ciò che Lei ha cercato di   realizzare, ma vengono da ciò che Dio ha compiuto in Lei. Questo lo dice Lei stessa nel suo Magnificat: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente!” E così Maria ci aiuta a capire meglio il senso profondo della nostra propria esistenza. Spesso, cerchiamo di fare tante cose per Dio, di compiere tante opere per Lui, e non vediamo, non accogliamo ciò che Lui stesso sta facendo in noi e per noi.

Certo, Maria non si è accontentata di aspettare! Il vangelo ci riporta tanti esempi della sua attenzione verso gli altri, come per Elisabetta o per i nuovi sposi di Cana, o ancora la sua discreta sollecitudine per Gesù nella Passione, e la sua umile presenza nel gruppo dei discepoli dopo la risurrezione! Ma ogni volta che lei si manifesta, è solo perché la presenza di Gesù sia riconosciuta e amata. La vita di Maria, come la sua assunzione, si capisce solo alla luce di Gesù. La vera gloria di Maria è proprio di aiutarci ad amare e a seguire Gesù. Lei non cerca niente per sé. Fa tutto per Gesù solo. E invita anche noi, a fare lo stesso!

Dom Guillaume trappista,
cappellano Monastero Cistercense Valserena
(www.valserena.it)

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