EUCARISTIA E SAPIENZA, VERO CIBO SPIRITUALE

Saggezza come cibo dell’intelligenza per attraversare i nostri deserti
20ma domenica Tempo Ordinario – Anno B (19 agosto 2018) – LetturePrv 9, 1-6; Ef 5, 15-20; Gv 6, 51-58

I testi della liturgia di questa domenica ci aiutano a capire meglio, attraverso due tematiche molto importanti, che l’Eucaristia si inserisce nella continuità della storia di Israele. La prima tematica è quella che ritroviamo nel vangelo di oggi, nella controversia tra Gesù e i giudei. Il pane della vita non è come la manna che Dio ha dato agli ebrei nel deserto durante l’Esodo. E l’altra tematica che ritroviamo nel libro dei Proverbi è quella della saggezza come cibo spirituale. Queste due tematiche possono aiutarci non solo a capire meglio cosa è l’Eucaristia, ma soprattutto a capire ciò che ci è dato in più!

Il libro dell’Esodo descrive la liberazione del popolo di Israele, la sua uscita dall’Egitto e dopo il Mar Rosso, il suo lungo cammino nel deserto verso la terra promessa di Canaan. Quando il cibo cominciò a mancare, allora Dio mandò al suo popolo la manna, il pane disceso dal cielo, che permise loro di continuare a peregrinare nel deserto. La manna era dunque diventata, per il popolo di Dio, il pane della salvezza, il pane della vita! Ma quando il popolo fu arrivato nella terra promessa, allora la Scrittura ci dice che la manna sparì perché non era più necessaria. Il popolo poteva nutrirsi dei frutti della terra di Canaan.

Con questa prima tematica, si capisce meglio il senso dell’Eucaristia anche per noi. Anche noi siamo pellegrini e stranieri sulla terra! Anche noi abbiamo bisogno di questo cibo per attraversare i nostri deserti e camminare verso la terra promessa del cielo! Anche noi abbiamo bisogno di ritrovare forza e coraggio per continuare il nostro cammino. L’immagine della manna è dunque importante per capire meglio cosa è l’Eucaristia, ma non basta, come ricorda Gesù nel vangelo di oggi. Non basta perché l’Eucaristia non è un cibo per questo mondo, ma per l’altro.

Per questo, la seconda tematica del libro dei Proverbi ci aiuta a capire ciò che Gesù afferma di fronte ai giudei. Egli sviluppa l’immagine della saggezza come cibo dell’intelligenza. Il messaggio è molto chiaro per l’autore dei Proverbi. Non basta dare alimenti al corpo, si deve anche nutrire non solo la nostra capacità di pensare, ma anche la nostra sete di capire perché esistiamo, da dove veniamo e dove andiamo. Difatti, l’uomo non si limita ai suoi bisogni terreni di sopravvivenza. Ma c’è ancora qualcosa in più che definisce l’uomo, e che va oltre queste realtà.

Certo, abbiamo bisogno di sostenere il nostro corpo e di nutrire la nostra intelligenza, ma c’è anche una dimensione spirituale, una dimensione di relazione con Dio, a un livello molto più profondo, che è anche assolutamente necessaria, per ognuno di noi. Questa realtà, Gesù la chiama il regno, la vita eterna, il cielo. Il cibo che Egli ci offre non è per sostenere il nostro corpo, anche se si mangia; non è neanche per aiutarci a capire meglio la realtà, anche se illumina l’intelligenza, ma è soprattutto un cibo per farci scoprire cosa è la comunione con Dio! Lo scopo di Gesù è sviluppare in noi un’altra dimensione del nostro essere. Con l’Eucaristia, Egli ci permette proprio di andare aldilà del visibile e del ragionevole, per intuire qualcosa della vita intima di Dio stesso, e diventare così figli nel Figlio Unico.

Dom Guillaume trappista, cappellano Monastero Cistercense Valserena
(www.valserena.it)