PADRE SERGIO (IN CIAD) E QUEI PRETI “ALLERGICI” A LUCI E RIFLETTORI

di padre Sergio Galimberti, missionario saveriano in Ciad

«Ho impiegato due mesi per installarmi nella casetta: era vuota, senza mobili, senza neanche uno scaffale per i libri. Avevo a disposizione un pannellino solare da 30 watt, con due lampadine che tenevano meno di due ore dal tramonto del sole. Per procurarmi pannelli e materiale per installazione elettrica, roba che si trova solo alla capitale, ho dovuto fare viaggiare per più di 100 km in moto (tra zone inondate, guadi e torrenti), e poi per altri 450 km in bus, su strade terribili : solo a fine ottobre ho avuto l’elettricità e ho potuto installare luci e prese, e finalmente mettere in funzione computer e stampante».

I villaggi sono circa 80, con 37 comunità di base (alcune comunità raggruppano due o anche 3 villaggi, in qualche caso anche 4; ma ci sono anche villaggi che hanno 2 comunità: tutto dipende dal numero dei cristiani). Abbiamo 2 parrocchie e, in tutto, 5 luoghi di celebrazione saltuaria.
A Gounou-Gaya (città e vice Prefettura del Ciad situata nel dipartimento di Kabbia) la Messa c’è quasi tutte le domeniche, a Domo (l’altra parrocchia che abbiamo) la Messa c’è ogni 15 giorni.
Negli altri tre settori – mediamente – possiamo celebrare la Messa una domenica ogni tre settimane. Di più non possiamo fare, il territorio è troppo vasto, abbiamo 40 km di raggio, e se capita di dover andare nelle comunità più lontane, ci sono 80 km fra andata e ritorno.
I centri di settore comunque sono a 25 km massimo da Gounou-Gaya.

Non si trovano i materiali, gli attrezzi per fare i lavori. Se ti manca qualcosa, il primo negozio accessibile è a 92 km di piste inondate. IN andata e ritorno non bastano 5 ore di moto…
Ora ho configurato Internet e Whatsapp nel Sa
msung, ma direttamente dal computer non ci si riesce, il segnaleè debolissimo. Posso scrivere e inviare dal computer solo quando vado a Pala o a Kelo.  Ora pian piano cerco di organizzarmi al meglio, ma le condizioni sono difficili.
Ciao !