LA QUALITÀ DEI RE MAGI, RICERCATORI DELLA SAGGEZZA

Epifania del Signore – 6 gennaio 2021.
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Letture: Is 60,1-6; Ef 3,2-3a.5-6; Mt 2,1-12.

​Dietro l'immagine tradizionale e un po' folcloristica dei tre magi venuti dall'oriente per adorare il Figlio di Dio adagiato nel presepio, tra Maria e Giuseppe, sotto lo sguardo pieno di tenerezza dell'asino e del bue, c’é una realtà molto bella e anche molto profonda.

Difatti, questi tre ricercatori della saggezza, che avevano lasciato tutto per seguire una stella apparsa nel cielo, dimostrano delle qualità che rimangono essenziali, oggi ancora, per ogni discepolo di Gesù.

​La prima qualità che dimostrano è la capacità di guardare, di scrutare il mondo e di meravigliarsi.

La stella non era apparsa solo per loro nel cielo, tutti potevano vederla. Ci voleva questa attenzione alla novità, all’ignoto che spesso non abbiamo più, perché siamo troppo presi dalle cose abituali della vita quotidiana. Questa capacità di lasciarsi sorprendere, di lasciarsi interrogare non è così comune. Spesso siamo come questi farisei dei vangeli che chiedono dei segni, ma non vedono, o non vogliono vedere, quelli che il Signore ci manda. Per riconoscere i segni di Dio, ci vuole una qualità di attenzione, una libertà interiore di fronte a tutte le cose che invadono senza sosta la nostra mente. 

Per vedere i segni, ci vogliono degli occhi che sanno interrogare la realtà!

Ma questa prima qualità non basta. Tanti avevano visto la stella, tanti si erano anche interrogati e avevano cercato nei libri, come i saggi di Gerusalemme, ma solo questi tre avevano lasciato tutto per seguire la stella. Non basta vedere, non basta interrogarsi, ci vuole anche questa libertà interiore che permette di lasciare tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che ci rassicura e ci protegge, per partire e seguire.

​In un certo senso, i magi sono l'immagine dei primi discepoli che, trenta anni dopo, lasceranno le loro reti e le loro barche per seguire il Signore.

Nel cuore di ogni discepolo di Gesù, c’è questa straordinaria libertà, questo distacco di cui parlano tutti i grandi spirituali. Ma non basta neanche vedere e partire. Se i tre magi hanno lasciato tutto dietro di sé, hanno anche portato con loro ciò che avevano di più prezioso e di più bello. L’oro, l’incenso e la mirra sono il simbolo materiale di ciò che non si corrompe in questo mondo, del profumo che apre la mente alle realtà spirituali e conduce sempre più in alto, di ciò che si conserva nella memoria attraverso i secoli.

L'incorruttibilità, l'infinito e l'eternità sono le tre caratteristiche della ricerca di tutte le saggezze, attraverso i secoli. La ricerca appassionata di ognuno di loro aveva trovato la sua risposta nella grotta di Betlemme!

​Però rimane una qualità di cui i magi sono ancora un esempio per noi. Non erano ingenui, conoscevano le passioni del cuore umano, e in particolare quella del potere. Sapevano che la verità fa sempre paura ai potenti. Allora non sono tornati a Gerusalemme. La verità rende anche liberi dagli onori e dal desiderio di essere riconosciuti. Presero un’altra strada, la strada che conduceva al loro paese, che non è di questo mondo, ma che è la nostra vera patria, la patria di chi si lascia guidare verso la bellezza, attraverso la ricerca della verità e l’amore del bene!

Dom Guillaume trappista, cappellano Monastero Cistercense Valserena (Pisa)
(www.valserena.it)

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