IN MOSTRA I 300 ANNI DELLA CONFRATERNITA DELLE ANIME DI OROSEI

Venerdì 30 novembre alle 17, nel salone Sant’Ignazio di Orosei si inaugura una due giorni dedicata alla celebrazione dei trecento anni della Confraternita delle Anime. Si comincia con l’inaugurazione di una mostra fotografica – scatti di Virgilio Piras – arricchita dalla proiezione di alcuni filmati dell’archivio dell’Isre – che racconta alcune tappe del passato recente della Confraternita.
 Sabato 1 dicembre, invece, nella piazza “Sas animas”, alle 16, il vescovo Monsignor Mosè Marcia celebrerà la santa Messa. A seguire, la processione. Infine, alle ore 18,30, nella Chiesa delle Anime, una relazione storica, a cura di Michele Carta.

«Negli anni l’Isre ha raccolto una quantità di materiale fotografico e filmico importante sull’attività delle Confraternite, e di quella delle anime di Orosei in particolare: l’occasione ci permette di metterlo a disposizione del pubblico» afferma il direttore generale dell’Isre Manuel Delogu.  «L’iniziativa» sottolinea il presidente Isre Giuseppe Matteo Pirisi, «rientra nell’ottica della filosofia dell’Isre, quella di un sempre maggior radicamento nel territorio con manifestazioni di valenza regionale e mediterranea».

«Le Confraternite sono la forma associativa più importante dei laici che, pur soggetti all’autorità ecclesiastica, esprimono tuttavia spazi di grande autonomia sia nel culto che nella loro organizzazione interna. I trecento anni della Confraternita delle anime di Orosei rappresentano una tappa importante di questo cammino», spiega il vescovo di Nuoro, Mosè Marcia.

Le confraternite di Orosei.

Nel corso dei secoli è documentata una notevole attività edilizia a carattere religioso che investe tutti i ceti sociali del piccolo paese. La  religiosità popolare di questo e dei successivi secoli è la preoccupazione dei fedeli, dai più ricchi ai più poveri, riguardo alla destinazione finale della propria anima, per garantire la quale vincolavano con precise disposizioni testamentarie molti dei loro beni, che sarebbero dovuti servire alla celebrazioni di appositi offici e di messe di suffragio.
La confraternita delle Benedette Anime del Purgatorio (conosciuta oggi semplicemente come “confraternita delle Anime) – riferisce sinteticamente il rettore Giovanni Leonardo Marteddu nel 1778 – fu fondata con permesso rilasciato il 22 febbraio 1718.
Il principale segno distintivo delle confraternite è l’abito di foggia e colore diversi, a seconda dei paesi di appartenenza. A Orosei consta di un semplice saio di cotone, con pieghe fitte dalle spalle in giù, con asole e bottoni in corrispondenza del petto e del collo, da stringere in vita con un lungo cingolo munito di nodi all’estremità ricadente verso il basso. Quelli di S. Croce e delle Anime si distinguono facilmente per il colore rispettivamente bianco e rosso, mentre quelli del Rosario, con tunica bianca e cingolo azzurro, sono caratterizzati da una mantellina in velluto nero ricadente sulle spalle e abbottonata intorno al collo. Meno appariscente è quello delle consorelle, riconoscibili solo dal cingolo stretto in vita.


Nelle Confraternite sono rappresentati tutti i ceti sociali: contadini e massai ma anche sacerdoti, notai, nobili, commercianti, ricchi e poveri, vengono ammessi solo uomini di buoni costumi e di vita esemplare. Esse sono composte da un priore – sottopriore – cinque consiglieri e un depositario otto persone in tutto, lo stesso dicasi per le mandatarie prioressa – viceprioressa e sei mandatarie mentre non sappiamo il numero dei sagrestani che non viene specificato. I confratelli esercitano opere di misericordia e di carità, sono tenuti all’accompagnamento funebre dei defunti,  gratuito per quelli più poveri. Devono partecipare, su richiesta del parroco, a tutte le processioni solenni e straordinarie. Ogni lunedì del mese devono recarsi in processione alla chiesa parrocchiale cantando le  litanie della Vergine e recitando preghiere.

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