ESIBIZIONE DI ROSARI, SANTINI E CROCIFISSI… “SANTA INDIFFERENZA” DEI CATTOLICI

Rosari esibiti e baciati, citazioni bibliche e del Magistero pontificio, persino un laicissimo atto di affidamento e consacrazione del popolo italiano al Cuore Immacolato di Maria.

È stato un crescendo, nauseabondo e stucchevole, di un uso improprio da parte dell’ex ministro dell’Interno e vicepremier dei simboli religiosi, ridotti a meri oggetti, quasi dei portafortuna. Arrivato, senza ritegno, fino all’aula del Senato (dove l’uso di quei simboli è vietato dal regolamento), stigmatizzato dalla presidente Alberti Casellati, che non ha esitato a parlare di «sgarbo istituzionale» del leader leghista.

Di «incoscienza religiosa» lo aveva invece apertamente accusato il premier Giuseppe Conte.
«Chi ha compiti di responsabilità dovrebbe evitare, durante i comizi, di accostare agli slogan politici i simboli religiosi. Matteo – gli ha ricordato, rivolgendoglisi direttamente – nella mia valutazione questi comportamenti non hanno nulla a che vedere con il principio di libertà di coscienza religiosa, piuttosto sono episodi di incoscienza religiosa, che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e nello stesso tempo, di oscurare il principio di laicità, tratto fondamentale dello Stato moderno».

Un richiamo istituzionale, elegante e garbato, cui è seguita – ancora una volta – una replica truce e gretta. «Sono orgoglioso del fatto che credo, non ho chiesto mai per me la protezione, ma la protezione del Cuore Immacolato di Maria per il popolo italiano la chiedo finché campo». Chiudendo l’intervento con l’immancabile bacio al Rosario.

Anche Matteo Renzi, nel suo intervento, è entrato nel merito di un riferimento coerente al Vangelo: «Salvini legga il Vangelo, ovviamente secondo Matteo, quando dice “avevo fame e mi avete dato da mangiare, forestiero e mi avete accolto”. Se crede in quei valori, faccia sbarcare quelle persone che sono ferme, ancora adesso, ostaggio di una politica vergognosa».
Amen.