CRISTO, “MANNA” DELLA VITA ETERNA

Bread

Spesso, Dio è diventato per noi l’ultimo ricorso di fronte alle tempeste e alle incertezze di questo mondo.
18ma domenica Tempo Ordinario – Anno B (5 agosto 2018) – Letture:  Es 16, 2-4.12-15; Ef 4, 17.20-24; Gv 6, 24-35

«Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati»!
In questa risposta di Gesù a quelli che lo cercavano, troviamo tutto il paradosso di questo vangelo. Da una parte, la gente cerca Gesù, desidera la sua presenza e vuole farlo re. Ma perché? Perché lo cercano e lo pregano? Qual è il loro vero desiderio?
Difatti, non cercano il Signore per il regno dei cieli, non è per la gloria di Dio che gli vanno incontro, ma per gioire dei beni della terra. Per loro, Gesù è colui che rende la vita più sicura e più piacevole, perché con lui sono certi di avere il pane quotidiano.
Il loro desiderio rimane al livello di questo mondo, delle realtà e dei bisogni di questa terra.
In un certo senso, hanno bisogno di Dio non per la vita eterna, ma per la vita terrena.
Questo è il loro orizzonte, il loro scopo, il loro fine.

Ma questo non è vero solo per loro! Spesso anche noi viviamo così il nostro rapporto con Dio.
Ciò che aspettiamo da Lui è che esaudisca i nostri desideri per questo mondo. E questo si capisce. Ogni giorno, facciamo l’esperienza non solo della nostra debolezza, ma anche della fragilità delle nostre famiglie, delle nostre istituzioni economiche e politiche! E, di fronte a questo sentimento di incertezza e di insicurezza, cerchiamo rifugio nel nome di uno più grande e più forte di noi!
Spesso, Dio è diventato per noi l’ultimo ricorso di fronte alle tempeste e alle incertezze di questo mondo. Quando tutto sembra crollare, è normale cercare un po’ di consolazione e di sicurezza.

Certo, questo il Signore lo sa. Ma, Gesù non è venuto in questo mondo perché viviamo sempre qui. Non ci ha promesso una vita sulla terra che non finirà mai! Questo è forse un sogno, ma sappiamo molto bene che questo non ci basterebbe.
Anche se non sappiamo cosa desideriamo, sappiamo che il nostro desiderio è più ampio, più profondo, più bello! Questo mondo è molto bello. Questa vita che ci è offerta è piena di meraviglie, ma ci manca proprio qualcosa che non possiamo esprimere. Ci vuole qualcosa in più!

Ma, per passare dal desiderio delle cose di questo mondo a quest’altro desiderio, ci vuole una vera conversione, un cambiamento del cuore. Ed è proprio questo che il Signore richiede nel vangelo di oggi. Egli non è venuto per darci del pane a profusione. Non perché non ci vuole bene, ma proprio perché Egli sa che questo non ci può bastare.
Questo pane è solo un segno, un segno che ci indica un’altra dimensione della nostra vita. Questo pane non può esaudire il nostro desiderio, perché il nostro desiderio è troppo grande, troppo alto! Questo pane della terra non può saziarci per sempre.

Per questo il Signore ci propone quest’altro pane, venuto dal cielo, il suo Corpo dato per la remissione dei peccati. È il vero pane della vita, il pane della vera vita. Questa nostra vita terrena un giorno finirà, ma questa vera vita sarà senza fine, nelle braccia del Padre. Chi viene a Lui «non avrà più fame», chi crede in Lui «non avrà sete, mai!»
Vivremo in eterno della sua propria vita, figli dello stesso unico Padre!

Dom Guillaume trappista, cappellano Monastero Cistercense Valserena
(www.valserena.it)

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