VISITARE I CARCERATI “CON ARTE”: UN PROGETTO DELLA DIOCESI DI ORISTANO

Promosso dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio delle province di Cagliari, Oristano, Medio Campidano, Carbonia-Iglesias e Ogliastra, il progetto è il primo e unico nel suo genere in Italia.
Lo scorso 13 aprile, nel corso di una conferenza stampa convocata nell’episcopio di Oristano è stato presentato il progetto “L’arte visita la cella“, che prevede un percorso formativo (LiberArte), curato dagli storici dell’arte della Soprintendenza a favore del mondo carcerario e, nello specifico, degli ospiti della Casa circondariale di Massama.
Il progetto prevede l’esposizione e la fruizione (18-22 aprile) da parte degli ospiti della Casa circondariale di una preziosa tavola,  il Dossale con Madonna e Santi (ambito toscano, fine XIII sec.), custodita nella Sala Benedetto XVI dell’episcopio arborense e prontamente concessa dall’Arcivescovo Mons. Ignazio Sanna.
Durante la conferenza stampa, è stato lo stesso Arcivescovo a illustrare le direttrici del progetto a partire dal suo inserimento nell’Anno giubilare indetto da papa Francesco, per cui una delle sette opere di misericordia corporale (Visitare i carcerati) diviene realtà anche attraverso il linguaggio dell’arte e della bellezza a favore di quanti vivono il tempo della riabilitazione.
Aspetto messo in rilievo anche negli interventi di M. Francesca Porcella, Storico dell’Arte presso la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Cagliari e Oristano e dal direttore del carcere di Massama Pier Luigi Farci.

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