L’Osservatore romano e Achille Lauro: «Sono estinti i trasgressori di una volta»

Cosa non si fa per conquistare consensi, specie in un palcoscenico “nazional-popolare” qual è Sanremo. La performance del cantante (?) Achille Lauro ha scatenato, com’era prevedibile, un autentico tsunami di reazioni. Era quello che voleva? Forse… Resta il fatto che non si può mettere il bavaglio a indignazione e disgusto: quelli che si provano quando vengono calpestati e strumentalizzati persino quei sentimenti e quelle convinzioni che sono sacri prima ancora che per la Chiesa di Dio, per la coscienza delle tante persone che credono  e spendono la loro vita nel loro nome.

Dopo il comunicato stampa diramato, a caldo, dal vescovo di Sanremo, monsignor Antonio Suetta, è arrivata anche nota de L’Osservatore romano che – con eleganza ed evangelica chiarezza (“chi ha orecchi per intendere, intenda…”) ha dichiarato:
«Chiamati in causa da Fiorello, alla cui simpatia non si può resistere, eccoci qua a dire la nostra, come richiesto, su Achille Lauro. In punta di piedi. Perché Sanremo è Sanremo. L’Osservatore è L’Osservatore. E in questo caso si limita a osservare che, volendo a tutti i costi essere trasgressivo, il cantante si è rifatto all’immaginario cattolico. Niente di nuovo. Non c’è stato nella storia un messaggio più trasgressivo di quello del Vangelo. Da questo punto di vista, difficilmente dimenticheremo la recita del Padre nostro, in ginocchio, di un grande artista rock come David Bowie. Non ci sono più i trasgressori di una volta».

Amen.

Paolo Matta.

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