«PERCHÈ VIETARE LA MESSA DI MEZZANOTTE?» PARLA L’ARCIVESCOVO DI CAGLIARI MONS. BATURI

L'arcivescovo di Cagliari: intempestivo l'annuncio del ministro Speranza. E presenta le novità liturgiche.

Natale sotto coprifuoco. Per i cristiani, domenica prossima, è l’inizio del tempo d’Avvento, quattro settimane di preparazione immediata al mistero di Betlemme: avvio del nuovo anno liturgico, vero e proprio Capodanno della Chiesa.

«Niente Messa di Mezzanotte», ha detto il ministro Speranza. Affermazioni che, per l’arcivescovo di Cagliari, suonano perlomeno intempestive.

Che Natale sarà senza questo appuntamento, irrinunciabile anche per tanti non praticanti?

«Rimango abbastanza sorpreso da questa presa di posizione, anche perché siamo a un mese dalla celebrazione. Parliamo di una notte, di una festa ricca di valori simbolici che vengono sacrificati in nome di una sicurezza che nelle nostre chiese viene massimamente difesa e garantita. Proprio quella attenzione e prudenza richiamata dal ministro».

In un momento in cui fede, speranza e solidarietà sono valori “ecumenicamente” richiamati da tutti.

«Non solo. C’è anche un aspetto che va oltre il sacrificare questi valori. Ed è proprio legato a quella socialità che le feste natalizie portano con sé. Non consentire la celebrazione della Messa di Mezzanotte, automaticamente, si tradurrà nel moltiplicare le presenze a tutte le altre messe di Natale, da quella serale del 24 a tutte quelle del 25, al mattino e alla sera».

Quale sarà la posizione della Chiesa? 

«Al di là della sorpresa per questa anticipazione del ministro Speranza, che arriva ben prima del 3 dicembre, non faremo certamente barricate o proteste di piazza ma, come sempre, ci sarà il massimo rispetto. Seppure con la riserva di fronte a meccanismi mentali difficili da comprendere e condividere». 

Anche perché, da marzo a oggi, molte cose sono cambiate nelle chiese in tema di sicurezza durante le celebrazioni liturgiche.

«Noi abbiamo sempre garantito distanziamento e sanificazione degli ambienti a tutte le celebrazioni. Oggi – contrariamente al primo periodo – è consentita la presenza delle corali, dei gruppi familiari in occasione di esequie e cresime. Per non parlare dei guanti, eliminati dopo l’estate».

A proposito di funerali, ancora oggi si assiste a sgradevoli discriminazioni.

«Come quella di negare, a chi muore di Covid, il diritto al rito religioso. Arrivando a una valutazione fra morte e morte, finendo per negare proprio a chi ne ha più bisogno il conforto di un sostegno morale».

Domenica prossima inizia un nuovo Anno liturgico nel segno di un rinnovamento che non è solo formale.

  «La Diocesi di Cagliari ha deciso di utilizzare il nuovo Messale fin dalla prima domenica d’Avvento e non dalla Pasqua 2021 come previsto dal decreto di pubblicazione della Cei».

Quali le novità? 

«Sarebbe riduttivo limitarle alla nuova versione del Padre Nostro o del Gloria . La maggior parte delle variazioni riguarda infatti le parti del celebrante e non del popolo, proprio per non creare scossoni o disorientamento».

Nel dettaglio...

«Si tratta di pochi ritocchi. Nel Gloria la nuova formulazione è “pace in terra agli uomini, amati dal Signore ”. anziché “di buona volontà”, quindi più fedele all’originale greco. All’Agnello di Dio, il prete dice “Beati gli invitati alla cena dell’Agnello ” con un chiaro riferimento all’Agnello dell’Apocalisse».

 E infine la parte finale del Padre Nostro. 

«Nella preghiera che apre i riti di Comunione, oltre l’inserimento di un anche (“rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo”, cambia la parte finale. Al posto del “non indurci in tentazione”, il testo fortemente voluto da papa Francesco “non abbandonarci alla tentazione” molto più aderente al dettato evangelico».

 

Paolo Matta – L’Unione Sarda – 26/11/2020

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