Padre Roberto Carboni vescovo il 17 aprile: ad Ales il rito di ordinazione

Il vescovo eletto della diocesi di Ales-Terralba, padre Roberto Carboni, riceverà la sua ordinazione episcopale domenica 17 aprile alle 16,30 ad Ales in Piazza Antonio Tedde.
Cinquantotto anni, originario di Scano di Montiferro, segretario generale per la formazione dei francescani minori conventuali, missionario per dodici anni a Cuba, il nuovo Pastore della Chiesa locale del Medio Campidano darà inizio al suo Ministero vescovile dopo la solenne consacrazione.
Presiederà il rito di ordinazione l’arcivescovo di Sassari, Paolo Atzei, mentre i co-consacranti saranno il vescovo di Alghero-Bosa Mauro Morfino e l’attuale amministratore della diocesi di Ales-Terralba Giovanni Dettori.
Alla consacrazione del vescovo eletto, psicologo, iscritto all’Ordine dei giornalisti della Sardegna, agli inizi degli anni ’90, vice parroco nella comunità di San Francesco di via Piemonte a Cagliari, saranno presenti anche tutti i vescovi della Sardegna e sono attese delegazioni di sacerdoti e religiosi da tutte le diocesi dell’Isola.

Questa la nota ufficiale diramata dalla Santa Sede:

Il Rev.do P. Roberto Carboni, O.F.M. Conv., è nato il 12 ottobre 1958 a Scano Montiferro, provincia di Oristano e diocesi di Alghero-Bosa.
Accolto dapprima nel Seminario Serafico dei Frati Minori Conventuali di Sassari, è passato poi al Collegio Serafico San Francesco a Oristano, ove ha conseguito la maturità classica.
Nel 1977 ha iniziato il noviziato nel Convento della Basilica del Santo a Padova e nel 1978 ha emesso i primi voti. Ha studiato la Filosofia presso il Seminario San Massimo Dottore a Padova e la Teologia presso la Facoltà Teologica di San Bonaventura a Roma.
Il 27 giugno 1982 ha emesso la professione perpetua. È stato ordinato presbitero il 29 settembre 1984.
Dopo l’ordinazione sacerdotale ha proseguito gli studi a Roma, ottenendo nel 1986 la Licenza in Psicologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Dal 1989 è iscritto all’albo degli psicologi e psicoterapeuti della Sardegna. A seguito della collaborazione con la rivista Fraternità, di cui è stato direttore, è diventato giornalista pubblicista, iscritto all’albo dei giornalisti della Sardegna dal 1997.
Incarichi pastorali più significativi da lui svolti: dal 1985 al 1992 è stato Direttore spirituale presso il Centro nazionale di orientamento vocazionale al Sacro convento di Assisi (postulato francescano); dal 1991 al 1993 è stato Docente Incaricato di Psicologia presso l’Istituto Teologico di Assisi; dal 1993 al 1994 Viceparroco presso la parrocchia di San Francesco di Assisi a Cagliari; dal 1994 al 1999 Rettore del Postulato francescano presso il Collegio San Francesco di Oristano; dal 1994 al 2001 è stato Segretario e Vicario provinciale, nonché Docente Incaricato di Psicologia presso la Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna.
Dal 2001 al 2013 è stato Missionario a Cuba con i frati della provincia delle Marche. In terra cubana è stato Direttore spirituale del Seminario Interdiocesano, Docente di Psicologia e Rettore dei Postulanti, nonché Rettore della Chiesa di San Francesco a La Havana.
Dal 2013 al presente è stato Segretario Generale per la Formazione dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali.

Il saluto del nuovo Vescovo alla Diocesi di Ales-Terralba

Carissimi fratelli e sorelle, a tutti voi un saluto di Pace e Bene nel Signore!

 La Provvidenza di Dio tramite il Santo Padre Francesco ha voluto scegliermi per la guida della Diocesi di Ales-Terralba, dopo il generoso e illuminato servizio e ministero esercitato con competenza per dodici anni sino ad oggi dal Vescovo Giovanni Dettori a cui va il nostro affetto e tutta la nostra e mia gratitudine.
Ringrazio il Santo Padre, il Vescovo di Roma che presiede tutte le Chiese nella carità, della sua fiducia e accolgo con trepidazione questa obbedienza che mi porta a voi come pastore e fratello. La mia vocazione francescana illumina il mio sì, ascoltando l’esempio di san Francesco di Assisi che sempre voleva essere “suddito e soggetto” alla Madre Chiesa.  La consapevolezza dei miei limiti, la sproporzione fra la Grazia di Dio e la mia povertà e il mio peccato, mi porta a chiedere in questo primo saluto a tutti voi, sacerdoti, diaconi, seminaristi, religiose, religiosi e laici, un ricordo speciale nella preghiera e nell’intercessione, perché io sia strumento della Grazia di Dio in mezzo a voi, per voi e con voi.
Benché le vicende della vita e i cammini della vocazione francescana mi abbiano portato da molti anni fuori dalla Sardegna e anche in terra di missione fuori dall’Italia, ho sempre sentito e sento viva l’appartenenza alla mia amata isola, alla sua gente e alla sua Chiesa. Nutro profondo affetto per il mio paese di origine, Scano di Montiferro e conservo nel cuore la memoria della paterna vicinanza e amicizia del Vescovo Giovanni Pes anch’egli di Scano di Montiferro, che mi ha ordinato presbitero e mi sento parte della mia Diocesi di Alghero- Bosa con il suo vescovo Mons. Mauro Maria Morfino a cui mi lega una profonda e antica amicizia.
Ma voglio, sin da questo momento, aprire il mio cuore per accogliere questa porzione di Chiesa che è la Diocesi di Ales- Terralba a cui in Signore mi invia, tendendo la mano ai suoi uomini e donne in segno di amicizia e desiderio di incontro, includendo anche coloro che non condividono la nostra fede ma ci sono fratelli e sorelle in umanità. Vorrei che tutti si sentissero accolti e ascoltati, che non ci fossero barriere o timori nel parlare e incontrare il proprio vescovo.
Mi sia permesso un saluto riconoscente ai sacerdoti, ai diaconi, ai seminaristi, alle religiose e religiosi della Diocesi, con un ricordo speciale per coloro che hanno speso la loro vita nel servizio di Dio e dei fratelli e ora carichi di anni ci offrono ancora il dono della preghiera e della testimonianza.  Ringrazio il Signore per il dono dei nostri seminaristi: hanno un compito grande e importante nel prepararsi al servizio del popolo di Dio. La lunga consuetudine di questi anni con l’animazione vocazionale e la cura delle vocazioni mi rende attento al cammino dei nostri giovani che hanno bisogno di essere aiutati a scoprire la bellezza di Cristo e del dono totale di sé a Lui.
Saluto tutto il popolo di Dio, le donne, gli uomini, i giovani e bambini che si sforzano ogni giorni di vivere la loro fedeltà al Vangelo e alla loro vocazione cristiana, anche in mezzo a difficoltà e spesso a sofferenze, ai problemi della disoccupazione che feriscono la nostra terra, alla povertà. Il Vescovo, anche se maestro nella fede, ha tanto da imparare da tutti coloro che con dedizione e perseveranza vivono la loro fede cristiana. Saluto gli uomini e donne che per vocazione e ufficio amministrano la società civile e si sforzano di renderla più sicura e umanizzante per tutti.
Saluto tutti i Vescovi della Sardegna che mi accolgono fra di loro in spirito di amicizia e fratellanza. Sono certo della loro vicinanza e aiuto. Un particolare ricordo per i vescovi emeriti Mons. Gibertini e Mons. Orrù che hanno guidato la nostra diocesi.  Mi si permetta un ricordo speciale per Mons. Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, a cui mi legano gli anni della presenza missionaria a Cuba. Un saluto affettuoso ai vescovi che sono stati ultimamente ordinati: al caro Mons. Corrado Melis, che proviene dal clero della nostra diocesi di Ales-Terralba e a Mons. Antonello Mura della mia originaria Diocesi di Alghero-Bosa, con entrambi mi lega l’amicizia di anni. Ma non posso dimenticare il carissimo Arcivescovo di Sassari. Mons. Paolo Atzei ofmconv, con il quale condivido la vocazione francescana e verso cui nutro vero affetto di figlio e fratello.
A tutti è nota l’antica storia della diocesi di Ales-Terralba, la bellezza della sua cattedrale e concattedrale, il suggestivo santuario di Sardara, e l’operosità della sua gente nei tanti paesi piccoli e grandi che la compongono. Entro in questa storia in punta di piedi, per ascoltare e imparare, conoscerne le grandi possibilità e prospettive e collaborare alla realizzazione di esse.
Ma prima ancora di formulare qualsiasi programma sento di dover fondare il mio sì a Dio e al Papa sulla solida roccia che è Cristo, affidandomi a Lui e imparando da Lui. Certo, verranno anche i programmi e le iniziative, ma prima di tutto il mio programma è essere fedele a Lui e attraverso di Lui a tutti voi. Il vescovo, ci ricordava il papa Francesco, deve prima di ogni altra cosa essere uomo di preghiera e di annuncio del Vangelo.
Il nostro padre san Francesco d’Assisi mi ha insegnato ad essere fratello di tutti e seguire la via della semplicità. Assumendo la guida della Diocesi di Ales-Terralba vorrei che mi chiamaste semplicemente Padre, facendo memoria di quella Paternità da cui tutti veniamo e siamo chiamati a servire.
Invoco l’intercessione di san Francesco di Assisi, di cui sono figlio, e che aveva un amore solido e totale per la santa Chiesa. Lui ci insegni come amarla e renderla più santa attraverso la nostra santità.  Infine voglio affidarmi e affidare ciascuno di voi all’intercessione della Madre di Dio che veneriamo nella nostra Diocesi con il titolo di Santa Maria ad Aquas. Sia la Madre de Signore a indicarmi il cammino, farmi attento alle diverse povertà di tanti fratelli e sorelle, insegnarmi e insegnare a tutti l’obbedienza della fede e la carità operosa che la portò a cantare il suo Magnificat.
Ci stiamo inoltrando nel tempo di Quaresima, un tempo speciale per vivere la Misericordia. Chiedo al Signore di farmene strumento. Grazie a ciascuno di voi. Il Signore vi benedica e chiedo a ciascuno di voi di invocare la benedizione del Signore su di me.

Roma 10 febbraio 2016, mercoledì delle Ceneri

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