Is Mirrionis, quando la Chiesa fa cultura: il teatro “Tse” a Sant’Eusebio

di MASSIMILIANO RAIS

“Il progresso è una strada” dice Rudyard Kipling. Il progresso è anche un teatro che viene aperto in un quartiere con molte ferite come quello di Is Mirrionis a Cagliari. Ferite che possono rimarginarsi con l’aiuto della cultura e di un palcoscenico su cui sono saliti, tra gli altri, l’attore Claudio Santamaria insieme ai Marlene Kuntz, e Patrizio Oliva, l’ex campione di pugilato che sulla scena ha raccontato il suo percorso, con tanti ostacoli, verso la gloria sportiva.

Il Teatro Tse nasce a is Mirrionis da una santa alleanza tra la parrocchia di Sant’Eusebio e la compagnia “Teatro del Segno”. Tutti gli spettacoli, sino a questo punto, hanno trovato spettatori attenti e curiosi. Molte signore del quartiere hanno deciso di acquistare l’abbonamento per il piacere di assistere a una pièce nel teatro a pochi passi da casa.

“Noi – spiega il parroco di Sant’Eusebio, don Ferdinando Caschili – avevamo un grande spazio teatrale sotto la chiesa, parte integrante del nostro oratorio, uno spazio che non veniva utilizzato al meglio. C’era l’esigenza di farlo rinascere, di renderlo più accogliente e ospitale”.
L’uomo della provvidenza è l’attore e regista Stefano Ledda, l’anima della compagnia “Teatro del Segno”, nato e cresciuto a Is Mirrionis, che coltivava il sogno, poi diventato realtà, di realizzare i progetti di artista nel suo quartiere.

“Con l’aiuto di don Ferdinando siamo riusciti a creare le condizioni per trasformare questo spazio, che è di proprietà della diocesi, in un luogo nel quale organizzare rassegne che richiamano l’interesse di un vasto pubblico. Lo abbiamo inaugurato Il 22 aprile del 2017 e da allora è stato un crescendo di apprezzamenti del quartiere e della città. L’obiettivo è quello di creare alternative e modelli positivi nel rione, ma anche di fare in modo che il resto della città conosca Is Mirrionis per aspetti diversi che non siano quelli negativi legati a certi fatti di cronaca”.

“Siamo – spiega don Ferdinando Caschili – in un quartiere nel quale vivono 13 mila persone e dove non ci sono punti di riferimento culturali e luoghi di aggregazione. Il teatro ha messo in moto un circuito virtuoso all’interno di Is Mirrionis e nel rapporto con gli altri quartieri”. 

Il teatro si è aperto anche al mondo della scuola con laboratori didattici e spettacoli nati con la finalità di sensibilizzare gli studenti sui temi del gioco d’azzardo e dell’abuso di alcol e droghe. Molto stretto il rapporto con la vicina scuola media “Francesco Ciusa”: “È utile – sottolinea l’insegnante Silvia Usai –  perché è un teatro che nasce nel tessuto di un quartiere che vuole orgogliosamente ripartire. Noi siamo stati coinvolti sin dal primo giorno”.

Il Teatro Tse si inserisce nel proficuo filone della scuola popolare, un’esperienza nata nel 1970 che a Is Mirrionis ha prodotto tanti frutti: “Resta centrale – osserva Giorgio Seguro, uno degli artefici di quell’iniziativa – il bisogno di apertura verso l’altro, di dialogo e di relazione. Per questo il quartiere di Is Mirrionis non può che trarre giovamento da attività così preziose”.

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