PAPA FRANCESCO E I 17 NUOVI CARDINALI DALLE PERIFERIE DEL MONDO

Papa Francesco annuncia un nuovo Concistoro il prossimo 19 novembre, vigilia della chiusura del Giubileo della Misericordia e nomina 17 nuovi cardinali, ridisegnando ancora una volta il volto e il ruolo della Chiesa: 13 di loro, infatti, sono possibili elettori nel Conclave. Il pontefice li ha scelti da undici nazioni diverse dei cinque continenti: «La Chiesa è di tutto il mondo, voglio un collegio cardinalizio universale»

«La loro provenienza da 11 nazioni esprime l’universalità della Chiesa che annuncia e testimonia la Buona Novella della Misericordia di Dio in ogni angolo della terra». Il Papa venuto «quasi dalla fine del mondo» conferma la sua attenzione per le periferie e le zone di sofferenza del pianeta. Esemplare, ad esempio, la scelta di dare la porpora al nunzio in Siria, Mario Zenari, o all’arcivescovo Dieudonné Nzapalainga di Bangui, nel Centrafrica dove Francesco alla fine di novembre dell’anno scorso Francesco aprì la prima Porta santa. Spicca inoltre la scelta di dare la porpora tra i non elettori a un semplice sacerdote, Ernest Simoni, in galera per trent’anni durante il regime comunista albanese e costretto ai lavori forzati anche nelle fogne di Scutari.

I diciassette nuovi porporati provengono da Europa (5), America Settentrionale (4), America Meridionale (2), Africa (3), Asia (2) e Oceania (1). Di sette nazioni che non avevano porporati, quattro avranno cardinali elettori (Repubblica Centrafricana, Bangladesh, Isole Mauritius e Papua Nuova Guinea) e tre non elettori (Malaysia, Lesotho e Albania).

I tredici cardinali elettori sono: Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria (Italia); Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui (Repubblica Centrafricana); Carlos Osoro Sierra, arcivescovo di Madrid (Spagna); Sérgio da Rocha, Arcivescovo di Brasilia (Brasile); Blase J. Cupich, Arcivescovo di Chicago (Usa); Patrick D’Rozario, arcivescovo di Dhaka (Bangladesh); Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo di Mérida (Venezuela); Jozef De Kesel, arcivescovo di Malines-Bruxelles (Belgio); Maurice Piat, Arcivescovo di Port-Louis (Isola Maurizio); Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita (Usa); Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Tlalnepantla (Messico); John Ribat, arcivescovo di Port Moresby (Papua Nuova Guinea) e Joseph William Tobin, arcivescovo di Indianapolis (Usa).

I quattro non elettori sono: Anthony Soter Fernandez, arcivescovo amerito di Kuala Lumpur (Malaysia); Renato Corti, arcivescovo emerito di Novara (Italia); Sebastian Koto Khoarai, vescovo emerito di Mohale’s Hoek (Lesotho); e Ernest Simoni, sacerdote  dell’arcidiocesi di Shkodrë-Pult (Scutari – Albania).

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