L’ORTO BOTANICO DI CAGLIARI PER UNA NOTTE IL GIARDINO DEL GETSEMANI

(foto Giuseppe Ungari)

Cagliari come Gerusalemme. L’Orto botanico, per una notte, è il Getsemani dei cagliaritani. Sono stati i frati della parrocchia dell’Annunziata (gli stessi che sono i custodi della Terra santa), assieme all’OFS, l’Ordine francescano secolare a organizzare, in un venerdì di mezza Quaresima, questa suggestiva Via crucis in un ambiente che, anche da un punto di vista naturalistico, richiamasse le ultime ore del Cristo prima della sua crocifissione.
Alla luce delle lanterne, la comunità parrocchiale ha ripercorso idealmente – guidata da padre Andrea – la salita al Calvario del Cristo sostando nelle tradizionali quattordici stazioni della Via dolorosa.
«Con una variazione, rispetto a quella che si celebra in tutte le chiese in questo periodo quaresimale», precisa Giovanna, una catechista della parrocchia dell’Annunziata, «nel senso che abbiamo seguito lo schema che viene celebrato all’interno della basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme da parte degli stessi religiosi, confratelli dei padri francescani che guidano la nostra comunità parrocchiale».
La pia pratica è iniziata dal viale sant’Ignazio quindi, alla luce delle lanterne, fra alberi secolari e vegetazione mediterranea, l’ideale salita al Calvario all’altezza del convento dei Cappuccini.
A ogni stazione il silenzio e la meditazione sui momenti che hanno segnato la passione e morte del Cristo: l’ultima Cena, la colonna della flagellazione, la divisione delle vesti, la crocifissione, la morte in croce, l’Addolorata sotto la croce, la pietra dell’unzione, il santo Sepolcro.
Intanto, a poche decine di metri, nella vicina parrocchiale di sant’Anna, echeggiavano le melodie de Is cantoris dell’Arciconfraternita della Solitudine di san Giovanni che animavano la Via crucis della comunità stampacina.
Il centro storico di Cagliari si prepara a trasformarsi in una gigantesca basilica a cielo aperto per accogliere e dar vita ai suggestivi riti e drammatizzazioni della Settimana santa: da Marina a Stampace, da Castello ma, soprattutto, a Villanova – vero cuore di queste tradizioni – sarà il rinnovarsi di un copione che, intatto da secoli, ogni anno richiama cagliaritani e turisti, conquistati da uno spettacolo di fede e di cultura che riesce a essere, ogni anno, spiritualmente sempre nuovo.