MENTRE LA POLITICA DISCUTE, LORO MUOIONO

L’ennesima tragedia dopo l’ennesimo naufragio nel Mediterraneo. Davanti al mare di casa nostra.
Ormai non facciamo più caso a foto come queste. Nulla più scalfisce la nostra serafica indifferenza, nulla ci colpisce, men che mai ci scandalizza.
C’è addirittura chi si è indignato perché sul nostro sito abbiamo pubblicato la foto del piccolo Aylan (che riproponiamo senza esitazione) accusandoci (noi? sic!) di strumentalizzare la tragedia dei migranti, di violare la normativa sulla tutela dei minori (triplo sic!!!).
Nei libri di storia dei nostri figli, a cominciare dalle elementari, non dovremmo avere paura (o vergogna?) di pubblicare queste immagini. Preoccupati come siamo di non sconvolgere e destabilizzare le fragili personalità dei nostri piccoli, tutti casa-scuola-playstation.
C’è ancora spazio, nella nostra società, per parole come accoglienza, ascolto, condivisione? O sono tutti termini e valori che questa politica – fatta tutta di scambi e intrecci di potere – usa e poi getta, una volta raggiunti i posti di comando, a tutti i livelli, dal condominio a Palazzo Madama?
In tutto questo squallido scenario si leva alta, accorata, solenne (quanto svilita – a cominciare dai farisei che si annidano nelle profumate sacristie) la sola voce di Papa Francesco, che grida nel deserto dell’ostile indifferenza, quando non dell’infastidita mormorazione della stessa comunità ecclesiale che mal tollera questi continui richiami alla povertà evangelica, all’austerità di vita, al ritorno all’essenziale, alla misericordia come cifra dell’appartenenza alla Chiesa.
Destino dei profeti – e non fa certo eccezione il Papa – è quello di essere contestati, vilipesi, scherniti, quando non messi a morte. Spesso dai loro stessi amici.
Bergoglio non è certo esente da limiti (magari nel campo della comunicazione), da umane scivolate, da aperture gesuiticamente azzardate.
Ma la sua è sempre parola schietta, diretta, evangelicamente cristallina. Ma soprattutto quella del Vicario di Cristo.
Che non è sempre quello che ci farebbe comodo scegliere…
(p.mat)