DOMENICA DELLE PALME, DOMENICA DEI CONTRASTI

E, ad essere alla destra e alla sinistra del Signore, non sono Giovanni e Giacomo che sono stati scelti, ma due ladroni!
Domenica delle Palme – Anno B (25 marzo 2018)  Letture: Is 50, 4-7; Fil 2, 6-11; Mc 14, 1-15,47
Questa domenica è la domenica dei contrasti. Da una parte, c’è il trionfo di Gesù acclamato dalla folla e trattato come un re! E dall’altra parte, c’è questo complotto dei capi del popolo e dei sacerdoti con Giuda, e anche questa folla che insulta il Signore e esige la sua morte.
Questa domenica è proprio la domenica dei contrasti.
Tra la donna che “ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo”, e quelli che si “indignarono” perché, secondo il loro parere, era stato sprecato questo puro nardo di grande valore!

Ma questi contrasti, li troviamo anche tra i discepoli stessi. C’è Pietro che proclama la sua fedeltà all’inizio del racconto: “anche se tutti si scandalizzeranno, io no”, “anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò”! E poi lo stesso fugge davanti a una serva e proclama: “non conosco quest’uomo di cui parlate”! Ma Pietro non è l’unico, perché il vangelo aggiunge: “lo stesso dicevano pure gli altri discepoli”.
Non siamo di fronte a un incidente, a una eccezione.
Nella Passione del Signore, si rivela la verità della nostra natura umana. La menzogna e il tradimento non sono soltanto da parte dei nemici di Gesù, ma anche, purtroppo, da parte dei suoi amici più cari. Ed è questo che ha fatto soffrire di più Gesù!

In un certo senso, la Passione è una scuola di verità per tutti noi. Tutti hanno tradito, tutti lo hanno abbandonato. Tutti hanno perso il coraggio e la fede. Tutti hanno sperimentato, una lunga discesa negli inferi della debolezza e della malvagità umana. Tutti si sono accorti che era impossibile seguire Gesù fino alla Croce. Contro tutte le pretese e la superbia degli uomini, la Passione ha messo in piena luce il lato più sordido e meno glorioso del nostro cuore. Finiti i bei discorsi! Finite le grandi dichiarazioni! Non siamo migliori dei nostri padri che hanno ucciso i profeti e costruito le loro tombe!

Così, la Passione di Gesù mette tutti gli uomini, qual che sia il loro merito, allo stesso livello. Pietro ha tradito, come Giuda, e come gli altri. Quei discepoli che volevano il primo posto, sono fuggiti. E, per essere alla destra e alla sinistra del Signore, non sono Giovanni e Giacomo che sono stati scelti, ma due ladroni! Questi due ladroni che sono stati crocifissi con Lui! I due discepoli desideravano la gloria, ma non avevano mai pensato che il trono del Signore sarebbe una Croce!

Questa domenica è la domenica dei contrasti. I contrasti tra ciò che cerchiamo, ciò che desideriamo, ciò che abbiamo sognato, e ciò che il Signore ci propone e ci offre. La Passione diventa così, per ognuno di noi, il criterio di discernimento tra le nostre pretese e la realtà. Chi vuole seguire Gesù non deve pensare a fare carriera e accumulare onori e soldi. Se lo spera, sarà molto deluso. Certo, nel seguire Gesù, c’è una gioia aldilà di ogni gioia, c’è una gloria aldilà di ogni speranza umana. Ma per guadagnarle, si deve perderle prima e affidarsi nelle mani di Dio. La nostra vita deve diventare come questo profumo di puro nardo di grande valore che si perde sul capo e sui piedi del Signore. “Chi vuole conservare la propria vita la perderà, ma chi la perderà la guadagnerà, per la vita eterna”, dice il Signore!

Dom Guillaume trappista, cappellano Monastero Cistercense Valserena
(www.valserena.it)