SIAMO DAVVERO MIGLIORI DI QUESTI FARISEI?

Abbiamo bisogno dei farisei per capire il nostro cuore: perché non siamo migliori di loro.
29ma domenica Tempo Ordinario Anno A (22 ottobre 2017)  Letture: Is 45, 1.4-6; 1 Ts 1, 1-5b; Mt 22, 15-21

Lo scopo dei farisei era molto chiaro per il Signore: prenderlo in trappola fingendo di volergli bene. Però, ciò che temevano soprattutto era proprio ciò che fingevano di ammirare in lui: l’insegnamento della verità, questa “via di Dio secondo verità”, come dicevano. In un certo senso, si potrebbe dire che avevano capito molto bene il suo insegnamento, la sua missione e la sua personalità. Ma questa conoscenza era loro completamente inutile, perché anche se sapevano, non accettavano di seguire Gesù!

Ed è proprio questo il dramma dell’ipocrisia di questi personaggi, un dramma che è, prima di tutto, il loro dramma interiore. Vedono la verità, capiscono chi è Gesù, ma non possono accettare di seguirlo. Capiscono dove è la “via di Dio”, vedono bene dove si trova la verità, la via della vita, ma rifiutano di seguirla. Non si può dire che sono accecati. Vedono in modo giusto. Ma non possono seguire la via della verità. Ma perché è così? Cosa succede in loro?

Spesso, quando leggiamo questi versetti, siamo pronti a condannare queste persone. Ma siamo così sicuri di non fare come loro? Se guardiamo con un minimo di onestà il nostro comportamento, le nostre scelte, le nostre valutazioni, ci accorgiamo che abbiamo spesso lo stesso modo di comportarci. Vediamo il bene, ciò che si dovrebbe fare o dire, ma facciamo il contrario. E se qualcuno ce lo rimprovera, allora siamo subito pronti a prenderlo in giro, a cercare a prenderlo in trappola.

Se il vangelo ci propone questo episodio, non è perché accusiamo i nemici di Gesù, ma perché ci accorgiamo che, anche noi, molto spesso, facciamo come loro. Capire ciò che succede loro può così diventare per noi un aiuto nel nostro cammino personale. Abbiamo bisogno di loro per capire il nostro proprio cuore. Perché non siamo migliori di loro.

A questo punto, la domanda più importante per noi è di capire perché. Perché non vogliono o non possono accettare Gesù? Cosa impedisce loro di seguire quello che riconoscono come maestro di verità? La risposta è abbastanza facile: hanno paura di perdere tante cose (i loro privilegi, il loro potere, la vita comoda…), ma soprattutto hanno paura di questa libertà che il Signore offre loro. In un certo modo, vedono la verità, ma hanno troppo paura per seguirla.

Il problema dei farisei, degli erodiani, dei sacerdoti e dottori della legge, nel tempo di Gesù, rimane anche il nostro oggi. Anche per noi, c’è spesso una grande confusione tra “quello che è di Dio” e “quello che è di Cesare”. O pretendiamo di mettere Dio ovunque, anche negli affari di Cesare, oppure mettiamo tutto allo stesso livello, sullo stesso piano, senza rispettare quello che è di Dio! Questi due atteggiamenti, che rifiutano la complessità della realtà, che pretendono di negare sia la libertà e la responsabilità dell’uomo, sia la sua condizione di creatura, conducono allo stesso punto: il rifiuto della verità. Certo, essere veramente uomo, senza seguire ogni tipo di ideologie, è molto più difficile. Ma è anche molto più bello! È proprio questa la via che il Signore ci propone, la “via di Dio, seconda verità”!

Dom Guillaume trappista, cappellano Monastero Cistercense Valserena
(www.valserena.it)