Prima Messa De Magistris Cardinale – Prima parte

DON LUIGI CARDINALE 2«Così come ci ha chiesto, continueremo a chiamarlo “don Luigi”, anche se qualche volta ci sfuggirà il titolo di eminenza».
L’arcivescovo di Cagliari, Arrigo Miglio, presiede la prima Messa cagliaritana del neo cardinale Luigi De Magistris che torna nella “sua” Cattedrale dopo il Concistoro dello scorso 14 febbraio. Sull’altare maggiore del Duomo anche una folta rappresentanza dell’episcopato isolano: da Alghero-Bosa e Olbia-Tempio sono arrivati Mauro Maria Morfino e Sebastiano Sanguinetti, da Nuoro Mosè Marcia, a fare da corona al neo porporato anche gli emeriti e “amici” Piergiuliano Tiddia, Antioco PIseddu, Tarcisio Pillolla e Antonio Vacca.
«Monsignor De Magistris», dice Miglio, «è un dono per tutta la Sardegna, un altro gesto d’affetto di Papa Francesco verso la nostra terra e di riconoscenza per chi ha profuso le sue energie migliori al servizio della Chiesa».
“Don Luigi”, arrivato in Cattedrale a bordo di una piccola utilitaria indossando gli abiti cardinalizi, ascolta a capo chino, assorto e quasi confuso di tanti elogi. Ma non può non assentire quando monsignor Miglio fa riferimento alla lettera personale inviata da Bergoglio ai venti nuovi porporati. Soprattutto quando li invita a rallegrarsi per la nomina, come è giusto che sia, a fare festa nella gioia, ma sempre nell’umiltà, senza che si insinui, «e qui si sente tutto Papa Francesco», rimarca l’arcivescovo, quella mondanità che stordisce come «una grappa bevuta a digiuno».
Nel Duomo di Cagliari si è respirato questo clima di festa, ma nella semplicità e “in gioiosa fraternità”, ha detto ancora Miglio. Che ha rivelato una confidenza fattagli dal cardinale De Magistris il giorno della sua “diaconia”, la presa di possesso della chiesa romana dei Santissimi Nomi di Gesù e di Maria. «Mi si avvicinò», ha raccontato l’arcivescovo all’omelia «per chiedermi se avrebbe potuto avere il permesso di confessare ancora nella Cattedrale».
Una vita spesa fra la Penitenzieria apostolica a Roma e il suo confessionale in Duomo, quindi «una porpora», ha concluso Miglio «legata a filo doppio alla misericordia di Dio».
Commosse e toccanti le parole di “don Luigi” al termine della celebrazione, ancora nel segno dell’umiltà e dell’indegnità per il titolo ricevuto. «Il giorno più importante della mia vita, contrariamente a quanto qualcuno possa pensare», ha detto con voce ferma «è quello del mio Battesimo e del mio ingresso nella sua Chiesa. Tutto il resto viene dopo. Non cesserò di ringraziare Dio e il Santo Padre per questo dono».
Alle tante espressioni di felicitazioni che gli sono arrivate, monsignor Miglio ha voluto aggiungere anche quelle per gli 89 anni che il cardinale De Magistris compie oggi. «A meras atros annos» gli ha augurato l’arcivescovo. «Continuate a pregare per me, perché sia perseverante sino alla fine», la sua risposta. Gli occhi al cielo, lucidi e riconoscenti.