PAPA FRANCESCO IN BOSNIA, «PELLEGRINO DI PACE A SARAJEVO, GERUSALEMME D’EUROPA»


VATICAN INSIDER – ROMA

«Il Papa va in quella che Giovanni Paolo II ha definito la “Gerusalemme d’Europa” come pellegrino di dialogo e di pace».In un’intervista al Centro televisivo vaticano alla vigilia del viaggio, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, illustra i motivi della visita di papa Francesco a Sarajevo, in programma sabato 6 giugno: incoraggiare i fedeli cattolici che vivono in Bosnia ed Erzegovina; suscitare fermenti di bene in quella terra; promuovere l’amicizia,  la fraternità, il dialogo e la pace.Il porporato evidenzia la «complessità nella struttura politica del Paese, che si manifesta nella convivenza di tre etnie costitutive: quella dei bosniaci, quella dei serbi e quella dei croati e che – a livello di strutture – si esprime attraverso la convivenza di tre realtà che sono da una parte la Federazione bosniaca, la Repubblica Srpska e il distretto di Brcko».Ed è proprio partendo da questo complesso scenario che il segretario di Stato afferma «la necessità di realizzare una sostanziale uguaglianza tra tutti i cittadini e tra tutte le fasce sociali, culturali e politiche che compongono il Paese, in modo tale che tutti si sentano a pieno titolo cittadini con la loro identità specifica, indipendentemente dal numero».Si tratta, ha aggiunto, di «una condizione, che potrà senz’altro aiutare la pace. E naturalmente questo, con l’aiuto della comunità internazionale, che è presente nel Paese, potrà favorire anche le naturali aspirazioni della Bosnia ed Erzegovina di integrarsi nell’Unione europea».Da qui l’auspicio conclusivo che la visita del Papa a Sarajevo «non solo contribuisca al bene e al miglioramento in quel Paese, ma che sia anche un invito a tutti gli uomini e a tutti i Paesi a ritrovare le ragioni della pace, della riconciliazione e del progresso, umano, spirituale e materiale».