«MOSÈ E I PROFETI»: LA QUARESIMA DELLA CHIESA DIOCESANA DI CAGLIARI


Con il mercoledì delle ceneri – 1 marzo 2017 – inizia il cammino quaresimale che ci conduce fino a Pasqua, domenica 16 aprile. È il tempo più prezioso dell’anno cristiano, che ci prepara e ci accompagna verso un rinnovato incontro con Gesù Risorto. Lui è il centro della nostra fede, abbiamo bisogno di conoscerlo sempre meglio e di unire la nostra vita alla sua, uscendo dal deserto dei nostri idoli e unendoci alla sua passione e croce, che lui ha vissuto per ciascuno di noi, passione che continua in tutti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito. I giorni della Quaresima sono giorni preziosi e non possiamo sprecarne nemmeno uno. Papa Francesco ha rivolto a tutta la Chiesa un messaggio quaresimale sul tema: «La Parola è un dono. L’altro è un dono». Siamo chiamati anzitutto a lasciarci trasformare dalla Parola di Dio. «La Quaresima è il momento favorevole per intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: il digiuno, la preghiera e l’elemosina. Alla base di tutto c’è la Parola di Dio, che in questo tempo siamo invitati ad ascoltare e meditare con maggiore assiduità. In particolare qui vorrei soffermarmi sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (cfr. Lc 16,19-31). Lasciamoci ispirare da questa pagina così significativa, che ci offre la chiave per comprendere come agire per raggiungere la vera felicità e la vita eterna, esortandoci ad una sincera conversione». Il vero problema del ricco, la radice dei suoi mali è il non prestare ascolto alla Parola di Dio, questo lo ha portato a non amare più Dio e quindi a disprezzare il prossimo. La Parola di Dio è una forza viva, capace di suscitare la conversione nel cuore degli uomini e di orientare nuovamente la persona a Dio. Chiudere il cuore al dono di Dio che parla ha come conseguenza il chiudere il cuore al dono del fratello.

Già alla conclusione dell’Anno giubilare della Misericordia papa Francesco, nella lettera apostolica «Misericordia et Misera» (nn. 6-7) sottolineava il particolare significato «performativo» che assume l’ascolto della Parola di Dio. «Ogni domenica, la Parola di Dio viene proclamata nella comunità cristiana perché il giorno del Signore sia illuminato dalla luce che promana dal mistero pasquale. Nella celebrazione eucaristica sembra di assistere a un vero dialogo tra Dio e il suo popolo. Nella proclamazione delle Letture bibliche, infatti, si ripercorre la storia della nostra salvezza attraverso l’incessante opera di misericordia che viene annunciata. Dio parla ancora oggi con noi come ad amici, si “intrattiene” con noi per donarci la sua compagnia e mostrarci il sentiero della vita. La sua Parola si fa interprete delle nostre richieste e preoccupazioni risposta feconda perché possiamo sperimentare concretamente la sua vicinanza. Quanta importanza acquista l’omelia, dove “la verità si accompagna alla bellezza e al bene”, per far vibrare il cuore dei credenti dinanzi alla grandezza della misericordia! Raccomando molto la preparazione dell’omelia e la cura della predicazione. Essa sarà tanto più fruttuosa, quanto più il sacerdote avrà sperimentato su di sé la bontà misericordiosa del Signore. Comunicare la certezza che Dio ci ama non è un esercizio retorico, ma condizione di credibilità del proprio sacerdozio. Vivere, quindi, la misericordia è la via maestra per farla diventare un vero annuncio di consolazione e di conversione nella vita pastorale. L’omelia, come pure la catechesi, hanno bisogno di essere sempre sostenute da questo cuore pulsante della vita cristiana. La Bibbia è il grande racconto che narra le meraviglie della misericordia di Dio. Ogni pagina è intrisa dell’amore del Padre che fin dalla creazione ha voluto imprimere nell’universo i segni del suo amore. Lo Spirito Santo, attraverso le parole dei profeti e gli scritti sapienziali, ha plasmato la storia di Israele nel riconoscimento della tenerezza e della vicinanza di Dio, nonostante l’infedeltà del popolo. La vita di Gesù e la sua predicazione segnano in modo determinante la storia della comunità cristiana, che ha compreso la propria missione sulla base del mandato di Cristo di essere strumento permanente della sua misericordia e del suo perdono (cfr. Gv 20,23). Attraverso la Sacra Scrittura, mantenuta viva dalla fede della Chiesa, il Signore continua a parlare alla sua Sposa e le indica i sentieri da percorrere, perché il Vangelo della salvezza giunga a tutti. È mio vivo desiderio che la Parola di Dio sia sempre più celebrata, conosciuta e diffusa, perché attraverso di essa si possa comprendere meglio il mistero di amore che promana da quella sorgente di misericordia. Lo ricorda chiaramente l’Apostolo: “Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia” (2 Tm 3,16). Sarebbe opportuno che ogni comunità, in una domenica dell’Anno liturgico, potesse rinnovare l’impegno per la diffusione, la conoscenza e l’approfondimento della Sacra Scrittura: una domenica dedicata interamente alla Parola di Dio, per comprendere l’inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo. Non mancherà la creatività per arricchire questo momento con iniziative che stimolino i credenti ad essere strumenti vivi di trasmissione della Parola. Certamente, tra queste iniziative vi è la diffusione più ampia della lectio divina, affinché, attraverso la lettura orante del testo sacro, la vita spirituale trovi sostegno e crescita. La lectio divina sui temi della misericordia permetterà di toccare con mano quanta fecondità viene dal testo sacro, letto alla luce dell’intera tradizione spirituale della Chiesa, che sfocia necessariamente in gesti e opere concrete di carità».

Nella nostra diocesi vivremo la Giornata della Bibbia la prima domenica di Quaresima, il 5 marzo, come inizio di un tempo particolare di attenzione al Libro della Parola di Dio per tutta la durata della Quaresima. Vorrei sottolineare l’espressione «Mosè e i profeti» che conclude la parabola del ricco e del povero Lazzaro, pagina che il Papa ci propone come chiave di lettura biblica per questa Quaresima. Tale espressione è il modo caratteristico dei vangeli per indicare le Sacre Scritture. Allo stesso modo si esprime Gesù Risorto quando incontra i discepoli, sia sulla strada di Emmaus sia nel Cenacolo (cfr. Lc 24). Per riconoscere la presenza del Risorto occorre passare attraverso la Sacra Scrittura, «Mosè e i Profeti». In diocesi abbiamo la bella tradizione della giornata della Caritas, la terza domenica di Quaresima. Proviamo a cogliere il legame fruttuoso che collega l’attenzione alla Sacra Scrittura con la dimensione della Carità. Lasciarsi trasformare dall’ascolto e dalla lettura della Parola di Dio significa far entrare la dimensione della Carità in tutta la nostra vita. I singoli gesti di generosità sono sempre preziosi ma dobbiamo far crescere un vero cambiamento di mentalità, che ci aiuti a vedere ogni giorno il volto di Cristo nel volto del povero, che ci aiuti a riconoscere le cause delle diverse povertà, che ci porti a considerare tutte le povertà e non solo quella materiale. Ci conceda il Signore una mentalità nuova, secondo il Vangelo e non secondo gli uomini, pregando con Maria, la Vergine dell’Annunciazione: «Ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua parola».

+ Arrigo Miglio
Arcivescovo di Cagliari