MI RITIRO IN UN CANTONE

VESCOVI SARDI AD LIMINA

L’anno scorso ad Assisi, quest’anno la Svizzera.

I vescovi della Sardegna rinnovano questa consuetudine, nel segno della comunione e condivisione, all’inizio di un nuovo anno sociale che vedrà anche la Chiesa sarda immersa nel Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco, Anno Santo che si aprirà il prossimo 8 dicembre, solennità dell’Immacolata.

I dieci vescovi sardi, dal 1 al 4 settembre, vivranno un momento di riflessione, programmazione e di relax ma sopratutto di fraterna ricerca di comunione, la stessa che ogni vescovo cerca poi di realizzare con il proprio clero.
Presumibilmente, questo incontro segnerà anche la new entry nella Conferenza Episcopale Sarda del vescovo eletto Corrado Melis proprio nell’imminenza della sua consacrazione , fissata per domenica 13 settembre in piazza Garibaldi a Ozieri.

Non mancheranno, oltre ai momenti di preghiera e meditazione comune, quelli dedicati al confronto su alcune questioni di vicino e medio respiro.

A cominciare dalla partecipazione al Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze e dalla organizzazione del Giornata del Ringraziamento che, a livello nazionale, sarà celebrata a Cagliari nel prossimo mese di novembre.
Per stare alle questione interne, lo scorso mese di gennaio, al compimento dei 75 anni, ha presentato le sue dimissioni, per raggiunti limiti di età, il vescovo di Ales-Terralba, monsignor Giovanni Dettori. Risolto il caso di Ozieri, fra due anni andranno a naturale scadenza le tre diocesi-guida (Cagliari, Sassari e Oristano) con un inevitabile riassetto dell’attuale Conferenza Episcopale sarda.
Seminario regionale, formazione dei sacerdoti, Facoltà teologica restano poi questioni aperte e di attualissima serietà. In parte risolte con la recente nomina del nuovo rettore del Regionale (don Antonio Mura, della diocesi di Iglesias) ma resta quella, importante e strategica, vista la prevalenza di vocazioni adulte, del responsabile dell’Anno propedeutico al posto dell’uscente don Giuseppe Tilocca, della diocesi di Iglesias.
Sul tappeto anche una crisi “trasversale” di tutti gli Ordini religiosi operanti nell’Isola, fra chiusure di case anche “storiche” (i Salesiani a Selargius e Lanusei, i Conventuali Francescani a Tempio, i Saveriani a Macomer) e obbligate riconversioni organizzativo-logistiche.
In Sardegna le suore, da 1517 (censimento del 2010) sono oggi 1393, con un preoccupante calo in cinque anni di circa il 10%.

E sia in quello femminile che nel ramo maschile resta aperta la spinosa questione della gestione, manutenzione o eventuale alienazione di un patrimonio immobiliare altrimenti destinato al degrado e all’abbandono.

Tutto questo in tempi nei quali maree di disperati bussano alle nostre porte…

Paolo Matta