LO SBARCO DI NATALE: ACCOGLIENZA PIÙ FORTE DEI MISERI CALCOLI POLITICI

È attraccata al molo Ichnusa del porto di Cagliari la nave Diciotti della Guardia costiera con a bordo 854 profughi, soccorsi al largo delle coste libiche nei giorni scorsi. La metà, fa sapere la Prefettura, sono destinati ai centri di accoglienza sparsi nell’isola mentre altri 300 partiranno con due traghetti da Olbia e Porto Torres per Civitavecchia e Genova.

Si tratta del dodicesimo sbarco nel porto del capoluogo dall’inizio dell’emergenza migranti.
Ci sono 771 uomini, 45 donne e 38 minori: 597 arrivano dall’Africa Subsahariana e 206 dal nord Africa di cui, cosa insolita, 198 sono marocchini. Tra le altre nazionalità 57 sono i cittadini del Bangladesh, 145 i senegalesi, 5 i siriani e 4 gli egiziani. A bordo non ci sarebbero né etiopi né eritrei. Assieme a loro anche i cadaveri di sei donne, giovanissime che, da quanto si è appreso, sono morte schiacciate. Dall’imbarcazione della Guardia costiera sono sbarcate anche tre donne incinte, una con evidenti segni di percosse: tutte sono state trasferite in ospedale. Un’altra ragazza è finita in ospedale per ferite e assistenza psicologica. Al pronto soccorso anche un profugo con ferite da arma da fuoco.
Per la prima volta, dopo il silenzio su questo tema per tutta la campagna elettorale, interviene il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda che si dice contrario alla trasformazione del Molo Ichnusa del porto in hub per l’accoglienza dei migranti. Con lui si è allineato l’ex governatore della Sardegna Ugo Cappellacci che ha chiesto le dimissione del presidente della Regione, Francesco Pigliaru. Che ha invece rilasciato dichiarazioni di tutt’altro tenore.

PIGLIARU, IL RISPETTO DELLE QUOTE – “Non faremo mai mancare il nostro convinto appoggio al sistema di soccorso e accoglienza. Siamo comunque determinati a pretendere il rispetto delle quote assegnate e pertanto non tutti i migranti che sbarcheranno al Molo Ichnusa del Porto di Cagliari potranno fermarsi in Sardegna. Continuiamo a vigilare perché il Governo applichi l’Intesa sottoscritta in Conferenza Unifica nel luglio del 2014”.
Lo ha dichiarato il governatore della Sardegna Francesco Pigliaru, confermando che 300 degli 854 profughi in arrivo nell’Isola con la nave Diciotti della Guardi costiera lasceranno subito la regione per altre destinazioni nella Penisola.
“La Sardegna, che ha sempre risposto prontamente agli sbarchi attraverso un sistema di accoglienza in porto riconosciuto a livello europeo come uno dei migliori in Italia, è impegnata per accogliere il 2,96% della quota nazionale – sottolinea il presidente – percentuale che a seconda delle emergenze più conoscere, come già accaduto, anche numeri inferiori”. Presto l’Isola si doterà di una struttura mobile non permanente – i finanziamenti del ministero dell’Interno sono già stati ottenuti – da posizionare presso il porto di Cagliari, ma potrà anche essere dislocata all’occorrenza in altri punti di sbarco e smontata quando non necessaria.
In questo modo – rileva la Regione – si farà fronte al meglio alle diverse esigenze che si presentano in occasione degli arrivi. Non sarà un hub definitivo all’interno dello scalo portuale, ma una struttura che risponda alle esigenze e renda più efficiente il sistema di prima accoglienza, agevolando il lavoro di tutti i soggetti coinvolti, in primis operatori regionali e forze dell’ordine, a cui competono le procedure di identificazione dei migranti, a garanzia della sicurezza dei cittadini. Prosegue inoltre, da parte della Regione, il lavoro per potenziare la seconda accoglienza e giungere a realizzare un sistema diffuso in collaborazione con le Prefetture e i Comuni.