LA POETESSA ELENA BUIA PRIMA “FIRMA ROSA” SU CIVILTÀ CATTOLICA

Per la prima volta nella storia di Civiltà cattolica, una donna, la poetessa Elena Buia, firma un articolo pur se cofirmato col direttore Antonio Spadaro.

Si tratta di un pezzo intitolato “Ogni mattina il mondo è creato”, sulla natura e la trascendenza nella poesia di Mary Oliver, una delle poetesse più lette ed amate negli Stati Uniti.

L’articolo è inserito nel prossimo numero della autorevole rivista, fascicolo interamente dedicato ai temi ambientali, in vista della enciclica di papa Francesco, “Laudato sii”, di imminente pubblicazione.

La rivista romana dei gesuiti, le cui bozze sono riviste dalla Segreteria di Stato vaticana, per statuto pubblica solo articoli firmati da gesuiti: “possono firmare solo gesuiti, non possono farlo neppure altri sacerdoti o vescovi. – Conferma il direttore Antonio Spadaro – Come per ogni fascicolo, anche questo con l’articolo firmato da Elena Buia è stato sottoposto in Segreteria di Stato, dove non hanno eccepito nulla”.

In passato, ricorda Spadaro, sono state fatte delle eccezioni, e cita un articolo di Walter Kasper, teologo, vescovo, oggi cardinale. Comunque si richiedeva che la firma non gesuita fosse affiancata da quella gesuita.  “Veramente – aggiunge padre Spadaro – sono stati gli amici dell’Osservatore romano a farmi notare che si trattava della prima firma femminile, allora mi sono reso conto che l’eccezione era stata fatta per la prima volta al femminile”.

Padre Spadaro con il papa gesuita ha impegnato la Civiltà cattolica in un’intelligente e accurata divulgazione del pontificato e dei temi più rilevanti ad esso collegati.

La prima firma rosa, e la spontaneità con cui Spadaro ne racconta la decisione, sono un segnale, neppure tanto piccolo, di una sensibilità tra i seguaci di sant’Ignazio, che saranno pure missionari di frontiera, ma al momento sono molto vicini al cuore della Chiesa. Cuore, non centro, giacché, direbbe Spadaro citando Bergoglio, per il Papa latinoamericano la Chiesa è un poliedro senza centri, in cui ogni faccia ha diritto di esistere e dire la sua.