LA MORTE DEL CARDINAL CANESTRI: ACCOLSE WOJTYLA, AVVIÒ IL CONCILIO PLENARIO SARDO

I funerali di Canestri(da Nuovo Cammino)

Penso che inserire il cardinal Giovanni Canestri tra i protagonisti del nostro giornale diocesano non sia un di più perché posso testimoniare che l’affetto che ha manifestato alla sua diocesi di Cagliari sia stato grande, ma un po’ ha voluto bene anche a noi quando, ormai emerito, qualche volta ha rivisitato la sua diocesi.
Essendo ospite del suo segretario a Villamar, ha scoperto sia la Marmilla che la Giara.
A questo proposito posso testimoniare della sua gioia quando, a primavera inoltrata, godeva dei colori della nostra Marmilla e, scendendo dai contrafforti della Giara, andando verso Barumini, si divertiva e rideva beato mentre raccomandava all’autista che secondo lui era troppo veloce: «Ho brigato tanto per avere la berretta cardinalizia, adesso che sono in pensione lasciamela godere».

di don Peppangelo Perria

Il 29 aprile 2015 è morto a Roma il cardinal Giovani Canestri, arcivescovo emerito di Genova.
Era nato a Castelspina il 30 settembre 1918. Di origini piemontesi, mai nascoste, anche se giunto a Roma dal Seminario di Alessandria, si forma nel Seminario Pontificio Romano maggiore, frequenta i corsi di Teologia alla Pontificia Università Lateranense, dove consegue la licenza in Teologia.
Ordinato sacerdote il 12 aprile 1941 per nove anni è vice parroco nella parrocchia di San Giovanni Battista all’Alberone durante la guerra e negli anni successivi.

L’8 luglio 1961 papa Giovanni XXIII lo vuole vescovo ausiliare di Roma e il 30 luglio dello stesso anno il cardinal Traglia lo ordina vescovo, incaricato del settore Est del capitale.
Con questo titolo partecipa al Concilio Vaticano II.

Nel 1965 è nominato vescovo delegato dell’Azione cattolica e capisce l’importanza, anche spinto dalla novità del Concilio, della formazione teologica dei laici, fonda il primo Centro di formazione teologica dei laici.

Dopo una parentesi di quattro anni a Tortona, Paolo VI lo promuove arcivescovo e lo richiama a Roma come Vicegerente: è l’8 febbraio 1975. Sono gli anni di Evangelizzazione e Promozione Umana, del cardinal Poletti Vicario di Roma.
Canestri è impegnato su molteplici fronti: soprattutto nella crescita della comunità ecclesiale della diocesi del Papa e nella promozione della vita e dei valori della persona.

Il 22 marzo 1984 papa Giovanni Paolo II lo sceglie come arcivescovo metropolita di Cagliari. Tra le sue priorità, all’interno della Conferenza Episcopale Sarda, l’attenzione e la cura alle vocazioni, la responsabilizzazione del laicato, il dialogo con il mondo del lavoro. Ricordo che mi disse:

«Mi ha sempre intrigato il tuo vescovo defunto monsignor Tedde, che non ho mai frequentato e che poi, venendo in Sardegna, ho scoperto quel “vescovo rosso” che tu mi hai fatto scoprire per i suoi discorsi ai lavoratori».

Due eventi hanno certamente segnato il suo episcopato in Sardegna: la visita di Giovanni Paolo II (1985) e l’avvio del Concilio Plenario Sardo. Di questo evento fu promotore e sostenitore anche quando, lasciata la Sardegna, papa Wojtyla lo trasferisce a Genova nel luglio del 1987. Dove avvia il grande rinnovamento conciliare traghettando la diocesi nel clima rinnovato e recuperando quegli spazi lasciati dal suo predecessore Siri che del Vaticano II non fu mai grande sostenitore.

Creato cardinale nel 1988, il 20 aprile del 1995 lascia il governo della sua diocesi per raggiunti limiti di età.

I suoi funerali sono stati celebrati a Roma, sull’altare della Cattedra di San Pietro. Papa Francesco ha voluto presiedere il rito dell’ultima commendatio. A Genova le esequie sono state presiedute dal cardinale Bagnasco nella cattedrale di San Lorenzo.