DIACONI PERMANENTI A CONVEGNO: «PIENA DIGNITÀ NELLA CHIESA»

Si è concluso a Campobasso, con una riflessione del predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, il “XXV Convegno dei diaconi italiani” dal titolo: “La famiglia del diacono scuola di umanità”.

Particolarmente significativo il passaggio, nella relazione riguardante la formazione e le aspettative del diaconato nell’insegnamento pontificio, del cardinale Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione del Clero, quando ha affermato che «occorre riconoscere al diaconato piena dignità e ‘diritto di cittadinanza, non solo nella teoria, in sé chiara, ma soprattutto nella vita concreta delle nostre Chiese locali, perché possano sempre più svilupparsi come ‘comunità ministeriali e arricchirsi stabilmente dei frutti della preziosa vocazione al diaconato e del connesso ministero, recuperato in tempi ancora recenti dal tesoro ecclesiale e offerto alla Chiesa di oggi e di domani”.

Tra gli uffici congeniali al ministero diaconale, ha fatto notare Stella, troviamo quelli “della carità e dell’amministrazione dei beni della Chiesa”.

Il possesso dei beni temporali da parte della Chiesa si giustifica, secondo il cardinale, “oltre che per le necessità del culto e il sostentamento dei ministri sacri, anche per l’esercizio della carità evangelica a favore dei poveri”. Un altro esempio, “che sembra configurare un ministero più specificatamente diaconale, riguarda l’assistenza religiosa agli ammalati nelle strutture ospedaliere, come avanguardia rispetto al ministero dei cappellani”.

Il cardinale ha chiesto inoltre la “massima attenzione” per i casi di “ordinazione presbiterale di diaconi permanenti, celibi o vedovi”, precisando che diaconato e presbiterato “sono due vocazioni diverse, ugualmente stabili, per cui il passaggio dall’uno all’altro costituisce sempre una ‘rarissima eccezione’” escludendo “ogni automatismo”.