DIACONATO ALLE DONNE? TUTTO DA STUDIARE

Com’era ampiamente prevedibile, ha subito suscitato scalpore (con inevitabili prese di posizione anche all’interno della Chiesa) la decisione di Papa Francesco di istituire una Commissione di studio sulla possibilità di far accedere al Diaconato anche le donne. Basta scorrere i titoli dei servizi che ogni quotidiano ha dedicato a quest’ultima iniziativa del Papa: La nuova sfida di Francesco (Corriere); In futuro potrebbero sposare e battezzare (Repubblica); Rivoluzione «rosa» (Il Giornale); Diaconato subito e ruoli decisionali (Il Messaggero); Dobbiamo valorizzare le spose e le madri, non clericalizzarle (A. Tornielli, La Stampa).

Per la Chiesa non si tratta di una novità: nelle prime comunità cristiane era infatti presente e operante il diaconato femminile. Piuttosto è significativo che questo annuncio sia risuonato nell’Aula Nervi davanti a quasi un migliaio di Superiore Generali di Istituti religiosi femminili. Alla domanda «Perché la Chiesa esclude le donne dal diaconato e perché non istituire una Commissione ufficiale che studi la questione?» «Costituire una Commissione ufficiale per studiare la questione?“, si è chiesto il Papa ad alta voce. E poi si è risposto: “Credo di sì. Sarebbe fare il bene della Chiesa di chiarire questo punto. Sono d’accordo. Io parlerò per fare qualcosa di simile. Accetto la proposta. Sembra utile per me avere una Commissione che chiarisca bene”.

Non è la prima volta che Bergoglio mette l’accento sulla “marginalità femminile” nelle istituzioni ecclesiali (dalle parrocchie ai ministeri istituiti, appunto) o, più in generale, sulla mancata valorizzazione dei laicato cattolico («la stragrande maggioranza della comunità cristiana», ha più volte sottolineato Papa Francesco) nonostante i cinquant’anni trascorsi dal Concilio Vaticano II. Sono poi arrivate, a rafforzare questa nuova riforma alla quale Bergoglio sta pensando, le parole contenute nel messaggio (affidato dal Papa alla Chiesa universale «nel contesto molto appropriato della Pentecoste») per la prossima Giornata Missionaria Mondiale che si celebrerà il prossimo 23 ottobre.

Per Francesco, in questo particolare contesto, le donne emergono rispetto all’universo maschile. «Accanto all’opera di evangelizzazione e introduzione ai sacramenti da parte dei missionari, le donne comprendono spesso in maniera più adeguata i problemi della gente e sanno affrontarli in modo opportuno e inedito». Un nuovo affondo sulla questione del genio femminile nella Chiesa che rafforza la visione di questo Papa sul ruolo centrale della donna nella Chiesa.

In altre circostanze Francesco ha detto che “la Chiesa ha bisogno ulteriore che le donne entrino nel processo decisionale Anche che possano guidare un ufficio in Vaticano. la Chiesa deve coinvolgere consacrate e laiche nella consultazione, ma anche nel processo decisionale. E questo crescente ruolo delle donne nella Chiesa non è femminismo ma un diritto di tutti i battezzati: maschi e femmine”.