MENSA CARITAS DI CAGLIARI, MIGLIO: «PRONTO A CHIUDERE»

Cibo scaduto nei freezer e blatte nella mensa dei poveri di Viale Sant’Ignazio?
Parte l’operazione trasparenza alla Caritas diocesana di Cagliari: l’arcivescovo Arrigo Miglio, in una conferenza stampa, respinge le accuse e chiarisce i fatti che hanno portato gli ispettori della Asl a sequestrare due freezer.
Assieme a lui il direttore don Marco Lai e il responsabile del servizio mensa Andrea Nicolotti.
Miglio ha chiarito subito e a chiare lettere che è pronto anche a «un’eventuale sospensione del servizio mensa, se arrivassero indicazioni che fosse necessario rivedere qualcosa».
Lasciando intendere di non essere disposto a tollerare oltre un eventuale “accanimento” delle ispezioni a carico della mensa.
«C’è stata un’ispezione della Asl – ha spiegato don Lai – che ha trovato della pasta fresca surgelata, che era stata già ritirata dalla disponibilità in quanto prossima alla data di scadenza. Una procedura che sarà verificata dagli ispettori per capire se è stata adottata correttamente alla luce delle nuove normative. Nel caso delle blatte morte è frutto dell’abituale disinfestazione avvenuta la notte prima per non creare disagi agli ospiti».
Tutto si potrebbe quindi risolvere con un verbale e alcuni rilievi di natura amministrativa senza che si corra il rischio di chiudere un servizio che garantisce fino a 800-900 pasti al giorno.
«Nel corso di quell’ispezione», precisa Nicolotti, «sono state controllati cucina, bagni, personale e attrezzature – ha spiegato Nicolotti. Noi ritiriamo la merce dalla catena distributiva quando i commercianti ritengono di non poter più vendere prodotti vicini alla scadenza. Ma noi abbiamo la necessità di conservala per avere quantitativo sufficiente per darla agli ospiti. Ecco perché abbiamo un abbattitore di temperatura che segue una procedura adottata da altre Caritas. La Asl ha scelto di verificare se queste procedure, definite da manuali Haccp, sono state seguite regolarmente e, solo per cautela, sono stati posti i sigilli ai frigoriferi».
Per l’arcivescovo Miglio l’operazione trasparenza è stata anche una “buona occasione per richiamare il quadro completo delle attività caritative della diocesi”.
In particolare la mensa dove operano circa 300 dei 500 volontari Caritas e offre circa 500 pasti al giorno di media: l’80% poveri locali e 20% immigrati, ma con picchi di 800-900 come accaduto con l’emergenza immigrati che sono stati fatti sbarcare a Cagliari.
Oltre a questo servizio la Caritas dispone di un’accoglienza diurna e notturna per i senza fissa dimora, per chi ha fragilità estreme, uno studio medico polivalente, uno sportello legale e un centro d’ascolto.
Tutti questi servizi possono contare sui circa 385 mila euro finanziati dal Comune di Cagliari, a cui si aggiungono oltre 150 mila euro versati dalla Caritas e i circa 200 mila euro derivanti dall’8 per mille dato alla Chiesa Cattolica. A queste risorse occorre sommare i 600 mila euro per il servizio antiusura.