ALLA RICERCA DELLA PERLA PREZIOSA: RINUNCIA O TESORO?

La fede in Cristo è la perla di grande valore o, al contrario, è la fede che ci impedisce di vivere?
17a domenica Tempo Ordinario Anno A (30 luglio 2017Letture1 Re 3, 5.7-12; Rm 8, 28-30; Mt 13, 44-52

Spesso, quando si presenta il cristianesimo e molto di più quando si parla della vita religiosa o monastica, si insiste sulla rinuncia, su ciò che si deve lasciare e perdere. Ma questo non si trova nel vangelo che abbiamo appena ascoltato. È proprio il contrario che il Signore Gesù ci propone. Difatti, i personaggi della parabola non vendono tutto per rinunciare, ma per guadagnare. È perché hanno trovato un tesoro, una perla di grande valore, che lasciano tutto il resto. Il cristianesimo non parte da una scelta negativa, ma piuttosto da una scoperta positiva. È perché abbiamo trovato un tesoro che possiamo lasciare ciò che abbiamo.

Questo modo di presentare ogni tipo di rinuncia, ogni scelta cristiana come un guadagno ci aiuta a capire meglio lo sviluppo straordinario della Chiesa, all’inizio della predicazione apostolica. Ma questo ci invita anche a interrogarci sulla nostra propria fede. Cosa è per noi, per me, la fede in Cristo? È un tesoro? Una perla di grande valore? È un guadagno? Ho l’impressione che la mia fede è la mia vera ricchezza? O abbiamo l’impressione, al contrario, che la fede ci impedisce di vivere?

Queste domande sono molto importanti: forse spiegano perché, oggi, tanti dei nostri contemporanei, si allontanano dalla Chiesa. Non hanno più l’impressione che la fede può aiutarli a vivere, a essere felici. È diventata per molti un peso insopportabile. Ma perché? E questa domanda non è solo per gli altri. Perché ognuno di noi, un giorno, può trovarsi dinanzi alla crisi della fede, al dubbio, di fronte alle tragedie della vita, ai fallimenti, alla morte. Come la fede può diventare il nostro vero tesoro?

La risposta si trova, in modo molto chiaro, nella seconda lettura, nella quale l’Apostolo Paolo comincia affermando che “tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio”! E così, Paolo ci dà una meravigliosa definizione della fede, la fede che trasforma tutto, ogni avvenimento, ogni episodio della nostra vita in oro! Ma, perché questa trasmutazione sia possibile, c’è una unica condizione: l’amore di Dio. Così, ci dice Paolo, l’amore di Dio trasforma tutto ciò che succede nella nostra vita in oro, cioè in bene. Ecco il nostro tesoro. Ecco la nostra perla di grande valore. È l’esperienza concreta della benevolenza di Dio, del suo grande amore per noi.

Questa esperienza, l’aveva fatta il re Salomone, come abbiamo sentito nella prima lettura. Egli sapeva cosa significa la paura di perdere tutto e di morire. Però, con la grazia di Dio, era diventato re d’Israele. Questa consapevolezza della grazia di Dio nella propria storia aveva fatto di Lui un uomo saggio e intelligente, un uomo capace di chiedere il meglio, non per se stesso, ma per gli altri.

Questo tesoro, questa perla di grande valore, il Signore la offre a ognuno di noi. Basta scavare e approfondire un po’, basta lasciare ciò che possediamo per ricevere ciò che abbiamo scoperto. Questa dinamica è una dinamica di vita. Chi conserva ciò che ha, finisce sempre per diventare simile a queste cose inanimate e morte! Il Signore vuole darci la vita, la sua vita! Egli vuole che diventiamo simili a Colui che è il vero Vivente, Cristo Gesù, il Signore della gloria!

Dom Guillaume trappista, cappellano Monastero Cistercense Valserena
(www.valserena.it)